
Vive l'innamorato in una strada.
In questa strada, nella casa d'angolo, abita l'assassino, proprio di fronte abita il ladro, vive, da sola, la regina.
La giornata è cupa, e il sole non ha voglia di spingersi in questa strada ; a dire il vero, è proprio una strada miserabile. L'assassino è un uomo tranquillo, che sarebbe benevolo e amico, se non gli fosse toccata quella professione, che egli, per altro, ama. Naturalmente non ha mai ucciso nessuno, ma la sua giornata è interamente dedicata alla progettazione di efferati crimini e nella sua casa ha raccolto armi di ogni tipo, che non sa maneggiare. Per tutto questo egli riceve una modesta pensione, indirizzata al Signor Assassino. Il fatto di essere assassino gli consente alcune esperienze che altrimenti gli sarebbero negate : i sensi di colpa, la paura di essere scoperto, il bisogno di cancellare ogni traccia, il pentimento e la speranza di un ravvedimento finale. Esce solo di notte, quando è certo che nessuno sia per strada ; ama le notti di pioggia. Per sopravvivere si affida alla cortesia del ladro, che non ha mai rubato nulla, ma che è pronto a fare tutte le commissioni che l'assassino gli suggerisce. Il ladro è magro, delicato, sommesso, silenzioso ; può giungere alle spalle di un gatto senza che questi se ne accorga. Le sue mani sono precise, eleganti, efficienti ; ma non ruberà mai nulla ; egli ama quell'insieme di orgoglio e di sicurezza vacua che è patrimonio del ladro. E' costantemente pronto alla fuga, ma coraggioso e altero come un cavaliere. Sa mentire, ma non mente. Sa aprire ogni serratura ma la porta socchiusa lo arresta. Tuttavia nessuno potrà mai rubargli la felicità di essere il ladro. L'innamorato ama, ma non ha donna da amare. Dunque, sospira, scrive delicate poesie che legge al ladro che ha orecchie per il ritmo. Ha pronto un bellissimo abito da sposo che va lentamente imputridendo nell'armadio. Acquista fiori ogni giorno e li lascia avvizzire. Egli è infelice. Di ciò se ne rallegra. Talvolta, il ladro, l'assassino, l'innamorato si trovano davanti ad un notturno e sobrio desco e parlano della Regina ; essi hanno tutti un gran rispetto della Regina che nessuno ha mai visto. Pensano che la sua invisibilità sia segno di signorilità, e l'assassino si considera il suo Esercito, il ladro il suo Ministro, e l'innamorato il Principe consorte. Talora sospettano che la regina sia morta, che è ancor più signorile, o che non sia mai esistita, che sarebbe la nobiltà perfetta. Ma a questo punto, essi, i tre si sentono inutili e tacciono.

6 commenti:
così vive l'uomo
credendo che non sia ancora vita.
preparandosi a vivere,
vive.
e poi, all'improvviso, è finita.
questo eterno aspettare...
cerchiamo sono la scintilla, ma siamo noi a darla...a doverla cogliere...
sempre alla ricerca!
è proprio da stamattina che mi balza nella mente un pezzo di una canzone di Baglioni. E' da quando avevo 13 anni che non canto di Baglioni, ma l'avrò sentita nel mio girovagare mattutino e domenicale.
Il brano dice: ".. la vita è adesso!"
Ma quante volte, anche io, mi sono sentito inutile, meglio le dispersioni.
Un bacio, a te
Troppe domande ci poniamo spesso in questione,viviamo è questo il nostro scopo un istante per arrivare al passato visto da adesso.
ma che state addì ???
:)
bellisimo alice...
BACI
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