
I preparativi per la serata erano a buon punto.
"Se pensa che vada al letto con lui immediatamente, è completamente fuori."
Ma già il corpo la tradiva, la doccia bollente, il guanto ruvido ed il velo di crema profumata sembravano incrinare le sue difese. "E' solo una cena", si raccontava mentre modellava il seno nella guepiere nera. " Non è perchè ora esco con un uomo...."
I pensieri si interrompevano e fluttuavano nella mente come cerchi incompiuti di fumo.
Il languore incalzava sul far della sera come qualcosa di leggero e inesorabile insieme. Delicatamente le calze velarono le gambe tornite, le cosce piene e si agganciarono con atto un po' fuori moda ad un reggicalze di pizzo e quello fu l'errore.
Nulla riuscì a modificare le sensazioni dell'inguine nudo, non il vestito semplice di maglia nera, non il cappotto, tanto meno il trucco leggero o quel sobrio filo di perle. Il sentirsi le cosce nude che strusciavano fra di loro cominciava ad eccitarla, ed il calore che produceva sotto il vestito aveva un sentore umido e selvatico. Camminò fino al posteggio dei taxi, i fianchi oscillavano, e sotto di loro quella sua nudità fragile e violenta stava sbocciando senza possibilità di controllo.
Sentiva le culottes inumidirsi, percepiva il suo odore spandersi intorno, e quando diede l'indirizzo all'autista soffocò un sospiro. L'aria fresca prodotta dal vestito nel semplice atto di sedersi in auto le provocò una fitta di piacere dolorosa. Si concentrò sull'uomo che doveva incontrare, ma con gli occhi socchiusi guardava anche l'autista. Si sentiva ubriaca, una parte di lei si insultava per questo momento così "sporco", l'altra parte di lei che già sfiorava il fango, avrebbe voluto sprofondarci dentro. Infilò furtiva la mano sotto il cappotto e poi sotto il vestito, la temperatura fra le sue cosce era altissima, l'umidità tropicale, il clitoride pulsava duro come un piccolo fiore di pietra.
Sarebbe arrivata all'appuntamento eccitata e bagnata, e lui avrebbe sentito il suo odore, la vergogna ed il piacere la travolgevano mantenendola comunque in piedi.
Arrivò a destinazione con un po' di anticipo, il cuore le batteva attraverso la gola, il tassista la guardò, lei pagò in silenzio e si allontanò con il suo immaginario odore di sesso.
L'uomo le rispose con calore al citofono, la fece salire nell'ascensore di inizio secolo, con la gabbia metallica dipinta di nero, guardò le corde che scendevano lentamente per far salire lei, verso di lui.
Gli aprì la porta, si porsero le labbra, quelle di lei voraci e calde. Si fece prendere in piedi, con il cappotto ancora addosso, con il suo umore che colava dalle cosce, si fece sussurrare oscenità che la eccitarono ancora di più e finalmente il piacere le si rovesciò addosso come un temporale.
Piovve a dirotto tutta la sera.

6 commenti:
Sensualità,eccitazione,desiderio e pioggia,tanta pioggia.
BELLISSIMO IL TUO BLOG...
S.
Sei tu la scrittrice? Se si complimenti ^_^
http://liberopensieroberto.blogspot.com/2008/11/la-masturbazione.html
Curiose ed impercettibili assonanze con il tuo pezzo.
molto bello il tuo racconto, molto sugerente. E anche il quadro, di chi è?
baci
;)
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