20 gennaio 2010

Nudo




A casa di un amico mi scopro a fissare la foto di un nudo maschile con la curiosità di un’adolescente. Il modello è ripreso di fianco, seduto su una sedia, non ha un fisico imponente e il torace è minuto ma ben definito, una mano scende morbida verso il pavimento con le vene in rilievo che disegnano un elegante arabesco. I glutei bianchi contrastano col torace abbronzato simulando candidi slip , l’altra mano è posata su una coscia e stringe senza brama un bicchiere vuoto, come se avesse gia bevuto e quel bere fosse stato l’ultimo gesto prima di un meritato riposo. Il tavolo dietro di lui fa da base ad un vaso di tulipani colorati, il viso è tagliato appena sopra il mento e l’affascinate modello rimane anonimo nella sua cornice turchese. “Bella foto!” dico al mio amico mentre recupero una maglietta dalla valigia. “E’ Jean Marie!” Mi grida lui dalla cucina. “Jean Marie?” ripeto incredula. “Vorresti dire che stanotte dormo nel letto di quel bonazzo appiccicato al muro?” “Eh si, Nini, ma lo sai che con lui non è aria…!” “ E lo so, si!” rispondo io sempre dall’altra stanza. Me lo rivedo in ufficio a negoziare tariffe, con i suoi vestiti impeccabili, il suo glamour, il suo accento dolce e francese, i suoi gesti femminei, eppure, c’è un qualcosa di così incantevolmente virile in quell’immagine che lo rende seducente e maschio ogni oltre prova evidente e contraria. Gli mando un sms: Hey sono in camera tua, c’è un figaccio nudo appeso alla parete!” Risposta immediata da Parigi: “ Sai che sono io? Un abbraccio!” Decido di prenderlo in giro ad oltranza: “Quand’è che passi da Roma, che ti fotografo pure io?” Nessuna ulteriore risposta. Sorrido fra me, e me al buio, questa stanza mi da un senso di benessere e di pace. A poco, a poco, il corpo dell’uomo della foto si mescola con le immagini di un altro corpo maschile che conosco bene. La mia mente ne accarezza i contorni e lo mette in posa al posto di Jean Marie. Lo immagino guardare il mare il mare all’orizzonte, immagino quel bicchiere pieno di vino bianco ghiacciato, e dipingo la serenità nel suo sguardo e la quiete nel suo cuore, un azzurro cupo mi riempie gli occhi. L’odore nitido e pungente della salsedine è l’ultima cosa che percepisco mentre scivolo nel sonno, in una notte di gennaio. La verità è nascosta bene nel doppiofondo della mia anima. Buona notte, Jean Marie….

3 commenti:

Marta ha detto...

nascondi l'anima di un ottimo fotografo o un ottimo osservatore!

Ishtar ha detto...

Certo che come hai descritto l'immagine sembrava quasi di vederla...
Un abbraccio

Lorenzo ha detto...

nel didentro del didentro di noi stessi...