
Ennesima riunione aziendale. Questa l’hanno chiamata “Convention Annuale”, ma i contenuti sono quelli già snocciolati durante gli “account meeting” trimestrali, i “ sales meeting” mensili e nella posta elettronica che quotidianamente infesta il mio computer.
Non è facile mantenere alta la soglia di attenzione, le sale riunioni degli alberghi sono tutte molto simili. La stessa moquette spessa ed arabescata, le stesse sedie rosse a platea, le stesse voci dei colleghi.
La noia che ho cercato di tenere a bada si insinua rapida ed inesorabile, il mio pensiero comincia a vagare ad altre riunioni, altri alberghi, altri giorni, dove tu mi aspettavi in camera come una mantenuta di lusso. Ogni pausa era buona per salire in camera per un altro meeting, intenso e privato che mi svuotava e ricaricava di energia.
Mi schiarisco la gola, ed insofferente accavallo le gambe. Le chiamate telefoniche sono state deviate alla mia assistente lasciando attiva solo la messaggeria del cellulare per ogni emergenza.
Ho il telefono in grembo quando arriva un sms silenzioso, ma con l’effetto “vibro”. Mi desto dal sopore del primo pomeriggio e mi guardo attorno furtiva. Se ci fosse qualcuno che mi conosce bene come te, si sarebbe accorto immediatamente del cambio della mia attenzione, del mio sguardo, del rossore soffuso sul viso. Ci scambiamo qualche messaggio. Mi sorprende sempre il modo in cui riesci ad eccitarmi, la maniera in cui riesci portarmi esattamente dove vuoi tu. Anche ora è così, e in meno di trenta parole sei riuscito a rendermi uno strumento complice della tua fantasia.
La mia mano corre non vista sotto la gonna lunga e pesante, scivola sulle calze, supera la fascia elastica delle autoreggenti e affonda nel soffice delle cosce accavallate.
Non le posso vedere, ma le immagino morbide e piene avvolgere il cellulare ed inghiottirlo nella carne. Il dirigente di turno continua a parlare di profittabilità e obiettivi raggiungibili. Il mio telefono intanto è al sicuro in quella piccola oasi di pelle nuda e soffice. Lo sento spingere sul clitoride già gonfio quando arriva un sms, stringo i denti, mi piace.
Mi sistemo meglio sulla sedia, un altro ronzio. Stai decidendo tu i tempi, non devo preoccuparmi di nulla, devo solo godere. Sei veramente fantastico, vorrei dirtelo mentre mi sto sciogliendo, usi il mio telefono come se fosse il tuo dito, la tua lingua, il tuo cazzo.
Le vibrazioni si susseguono scandite ed inesorabili. Sento il mio odore spandersi per la stanza, le mutandine zuppe. Vorrei aprire le gambe ora, invece di tenerle strette, vorrei qualcos’altro dentro al posto di un oggetto. Continuo nella mia immobilità, l’aria timida da cerbiatto smentita dal fuoco che sta esplodendo dentro. Stai accelerando adesso e ancora, ancora, ancora.
Cerco di trattenermi ma sto per venire e non riesco a farlo in silenzio. L’orgasmo mi brilla dentro come una mina, accecandomi. La fortuna è ancora con me, in quel momento il relatore finisce il suo intervento. Mi unisco agli applausi con troppo entusiasmo forse ma va bene. Distendo finalmente le gambe per godermi le ultime contrazioni con un sorriso segreto e soddisfatto.Raccolgo incurante il telefono caduto a terra, sono pronta per le prossime mille slide.
;)

3 commenti:
L'aria timida da cerbiatto...
infallibile arma letale.
sono così :)
Cosi..Meravigliosa...
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