
“…sapere che comunque senza di me sarebbe stato meglio…”
Ma cosa dici, amica sconosciuta?.... Come si può rinunciare e vivere nell’assenza di quella cosa che sgorga e dirompe dal petto?... Come si può dire che era meglio senza? Tutti noi, abbiamo assaggiato il sapore delle lacrime…Tutti noi abbiamo singhiozzato con il viso contro il cuscino e picchiato il pugno su un muro di silenzio e impotenza… E’ che fra tutti noi, sono pochi quelli che vanno fino in fondo, che combattono fino all’ultimo respiro...Molto più facile cedere all’alibi di una vita ormai disegnata…Anche se ci sta stretta come un vestito riciclato….Molto più facile continuare a far finta di essere trasgressivi in pubblico, che veri rivoluzionari in privato, accettando l’attimo e vivendo il presente…Senza chiederci cosa sarà domani…Ma comunque sia cara amica…Ciò che è stato ti ha arricchito e resa migliore…E allora benedicilo, perché è meglio avere vissuto questo, che essere rimasta a casa in ciabatte…
Ps. Oppure fai come me, che metti il chip emozionale e non se ne parla più.
;)

1 commento:
"Una vita disegnata". Davvero una gran bella immagine. A volte la si trova così, già pronta, altre volte solo il contorno e noi lì a colorarcela, altre volte invece il disegno non è nemmeno di pregevole fattura. Un tarocco, oppure "pezzotto" come si dice dalle mie parti. Una vita "pezzottata", la cosa più triste che ci possa mai essere.
A te.
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