
La ragazza tornava da scuola come si faceva negli anni cinquanta: a piedi, con i libri sotto braccio, due occhi neri di brace, ed una treccia di lato color del mogano. La si può quasi vedere che percorre Corso Trieste, dal liceo Giulio Cesare a piazza Istria, fra quelle palazzine eleganti d'inizio secolo, i pini delle aiuole centrali, i pantaloni a pinocchietto, le ballerine nere e quel velo di sottile inquietudine, come la venatura di un marmo, l'incrinatura di un vetro che molto tempo dopo l'avrebbe spinta in un pozzo profondo e senza uscita.
Giravano un film, nel cortile di Piazza Istria numero tre, e gli attori erano giovani e non ancora così famosi come lo sarebbero stati in seguito, ed uno di essi la fermò proprio al cancello, con quel sorriso caldo e quella voce un po' pastosa che avrebbe incantato una medusa di serpenti: - Signorina, non si ferma a vedere le riprese? - - No, vado a casa. - rispose lei, con la sua treccia fiammeggiante e gli occhi neri senza alcuno spiraglio. - Non vuole neanche un autografo? - insistette lui, valutandola come si fa con un animale selvatico. La ragazza sostenne lo sguardo, con la sua crosta di ghiaccio che prometteva eruzioni vulcaniche appena a saperla scalfire. L'attore era certo di poterla addomesticare, come sempre, come tutte, e non era spavalderia, solo un'arida e mera statistica. - Sa, un giorno magari sarò famoso... - sibilò lui ad un tratto troppo vicino ai capelli intrecciati. - Per quel che mi riguarda, lei è già famoso, signore. - Rispose lei, con il sessantotto alle porte ed il cuore nel secolo precedente e fu così che reggendo con le mani un'immaginaria crinolina scomparve nel buio dell'androne, mentre il megafono urlava - Dai Marcello che si gira! -
Protagonisti
La ragazza: mia madre
Gli occhi senza spiraglio: mia madre
La treccia color mogano: mia madre
Il futuro pozzo: mia madre
l'orgoglio senza curiosità: mia madre
Con la partecipazione straordinaria di Marcello Mastroianni.

5 commenti:
E la tua incantevole voce fuori campo.
e ancora oggi quel Marcello partecipa volentieri ai ricordi.
tua mamma doveva essere proprio carina :)
Mi piace sempre pensare alle donne di quegli anni, così come il neo-realismo del cinema italiano ce le ha dipinte: belle formose, timide, tanto forti da ricostruire l'Italia con le loro mani.
E' una visione riduttiva?
Beh, io mica c'ero lì, inutile dire troppe baggianate...
La descrizione di tua madre, i capelli e gli occhi: sembra di essere lí, a vedere quella scena...
grazie di cuore
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