25 luglio 2009

Perchè non scrivi mai su di lei? Ci proverò



La ragazza tornava da scuola come si faceva negli anni cinquanta: a piedi, con i libri sotto braccio, due occhi neri di brace, ed una treccia di lato color del mogano. La si può quasi vedere che percorre Corso Trieste, dal liceo Giulio Cesare a piazza Istria, fra quelle palazzine eleganti d'inizio secolo, i pini delle aiuole centrali, i pantaloni a pinocchietto, le ballerine nere e quel velo di sottile inquietudine, come la venatura di un marmo, l'incrinatura di un vetro che molto tempo dopo l'avrebbe spinta in un pozzo profondo e senza uscita.

Giravano un film, nel cortile di Piazza Istria numero tre, e gli attori erano giovani e non ancora così famosi come lo sarebbero stati in seguito, ed uno di essi la fermò proprio al cancello, con quel sorriso caldo e quella voce un po' pastosa che avrebbe incantato una medusa di serpenti: - Signorina, non si ferma a vedere le riprese? - - No, vado a casa. - rispose lei, con la sua treccia fiammeggiante e gli occhi neri senza alcuno spiraglio. - Non vuole neanche un autografo? - insistette lui, valutandola come si fa con un animale selvatico. La ragazza sostenne lo sguardo, con la sua crosta di ghiaccio che prometteva eruzioni vulcaniche appena a saperla scalfire. L'attore era certo di poterla addomesticare, come sempre, come tutte, e non era spavalderia, solo un'arida e mera statistica. - Sa, un giorno magari sarò famoso... - sibilò lui ad un tratto troppo vicino ai capelli intrecciati. - Per quel che mi riguarda, lei è già famoso, signore. - Rispose lei, con il sessantotto alle porte ed il cuore nel secolo precedente e fu così che reggendo con le mani un'immaginaria crinolina scomparve nel buio dell'androne, mentre il megafono urlava - Dai Marcello che si gira! -

Protagonisti

La ragazza: mia madre
Gli occhi senza spiraglio: mia madre
La treccia color mogano: mia madre
Il futuro pozzo: mia madre
l'orgoglio senza curiosità: mia madre

Con la partecipazione straordinaria di Marcello Mastroianni.

5 commenti:

NERO_CATRAME ha detto...

E la tua incantevole voce fuori campo.

Disperso ha detto...

e ancora oggi quel Marcello partecipa volentieri ai ricordi.

liberoPensieRoberto ha detto...

tua mamma doveva essere proprio carina :)

Mi piace sempre pensare alle donne di quegli anni, così come il neo-realismo del cinema italiano ce le ha dipinte: belle formose, timide, tanto forti da ricostruire l'Italia con le loro mani.

E' una visione riduttiva?
Beh, io mica c'ero lì, inutile dire troppe baggianate...

Vale ha detto...

La descrizione di tua madre, i capelli e gli occhi: sembra di essere lí, a vedere quella scena...

alice ha detto...

grazie di cuore