
La prima foto riprendeva Daniele e Giovanna, in un abbraccio complice, il ghigno beffardo di lui, il sorriso sciocco di lei. Daniele con la mano in basso ad accarezzare una terza ragazza, accucciata come un cagnolino. Kalimba de luna, una spiaggia bianca e l'estate dell'84 sullo sfondo.
Alice, la ragazza in basso, era il terzo incomodo al tradimento estivo di quei due in alto e rivedendo le foto si sarebbe accorta che in quella posa, c'era tutta la premeditazione di questo mondo. Giovanna, poco più che ventenne, aveva già il destino di mantide religiosa, che consuma i pasti altrui dopo il tramonto, magari in spiaggia, di sicuro al buio. Alice la guardò aspettando il peggio, che arrivò scontato e banale come un treno svizzero, e appena diciassettenne vide il suo ragazzo farsi leggero e trasparente come l'aria, e infine sparire inevitabilmente con l'altra in una discoteca estiva, proprio lui che non ballava mai. Non sapendo come cucire il dolore per quel primo tradimento ed il necessario vivere quotidiano in un campeggio estivo, Alice cominciò con togliere il saluto a lui, facendo finta che proprio non esistesse e imparò a concentrare le lacrime solo in alcuni precisi momenti, preferibilmente di notte, magari a due barche rovesciate, più in là degli adulteri. A distanza di anni avrebbe ricordato il vento fresco della sera, la sabbia nelle Superga gialle, il bosco di liquirizia e le lacrime che le scorrevano inutili sul viso, mentre la musica della discoteca le arrivava a tratti, come una colonna sonora non richiesta. Avrebbe anche ricordato di come uno degli amici di lui, Marco, se la fosse andato a prendere sulla spiaggia e di come l'avesse tenuta stretta fra le braccia fino a che ogni singhiozzo fosse stato spento. E fra le cose da ricordare c'era anche il momento in cui il ragazzo aveva smesso di cullarla e l'aveva baciata, la lingua morbida e dolce di lui si era mescolata al salato delle lacrime, creando un contrasto di tenerezza e vischiosità assolutamente irresistibile. Poi il gioco della memoria, si era ridotto a pochi fotogrammi di pelle, parole sussurrate e segrete ed il cielo così nero contro la risacca del mare. In un luglio di ventidue anni dopo vide Marco fra gli scaffali del supermercato e sorrise di quell' estate lontana, ti ricordi? Kalimba de Luna, si Daniele ha una figlia ora, e tu? E lei, e lo scambio dei numeri di telefono, senza dirgli che fra poco lo avrebbe cambiato, ed in caso l'avrebbe cercato lei, come a tradire stavolta lui, più consapevole, e più cattiva.
L'ultima foto ritraeva Marco che abbracciava Alice da dietro, circondandole il collo con l'avambraccio, i visi bellissimi di entrambi, chiaro quello di lei e quasi nero quello di lui, sorrisi aperti senza pentimento alcuno. Kalimba de luna, una spiaggia bianca e l'estate dell'84 sullo sfondo. Un' ultima posa scattata da Daniele senza più Alice, senza più Giovanna, rimasta lì per sempre, come vendetta sepolta e segreta, e come tale ancora più dolce.

2 commenti:
mi è venuta la pelle d'oca.
Complimentissimi.
eh eh anche a me!
;)
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