12 novembre 2008

Spiaggiata




Mi guardo allo specchio, un po' sformata e con un bel reticolo di rughe. Mi ricordo un po' quei relitti che si trovano sulla spiaggia, conchiglie, pezzi di legno, scolpiti dal mare e dalla salsedine.



Vorrei sdraiarmi anche io là, dove il mare si ritira ed aspettare un bambino che mi guardi pieno di stupore e meraviglia, che mi infili nel suo secchiello e mi porti a casa, col sorriso dei prodigi rivelati.



Che mi metta su una mensola e mostri ai suoi amici, tutte le venature con cui il vento e l'acqua hanno corrotto la mia pelle.



E poi che mi avvicini all'orecchio per capire che è grazie a questo miracolo di tempo passato a vivere, che posso fargli sentire il rumore del mare.

4 commenti:

Unknown ha detto...

E il nostro tenace aggrapparci a qualsiasi appiglio - a qualsiasi speranza pur di non lasciarlo morire - sembravano dirlo quei tuoi occhi dal colore del mare... (Sully)

Il Sully di tanto tempo fa ancora m'emoziona - come ora mi fanno emozionare le tue parole.
Ma non riesco più a ritrovare - nonostante il mio ansioso affannarmi - quel Sully di allora.
Brava.

UIFPW08 ha detto...

col silenzio leggo e sogno
infinite emozioni della vita

Ishtar ha detto...

Bei versi cara!
Mi scuso per la mia protratta assenza ma non ho avuto tempo...
Ciao buon fine settimana

ziorina ha detto...

Avere il ricordo di se stessi e accorgersi di aver preso tanto, ma così tanto che c'invade il desiderio di donare altrettanto.
Complimenti!!