
Mi guardo allo specchio, un po' sformata e con un bel reticolo di rughe. Mi ricordo un po' quei relitti che si trovano sulla spiaggia, conchiglie, pezzi di legno, scolpiti dal mare e dalla salsedine.
Vorrei sdraiarmi anche io là, dove il mare si ritira ed aspettare un bambino che mi guardi pieno di stupore e meraviglia, che mi infili nel suo secchiello e mi porti a casa, col sorriso dei prodigi rivelati.
Che mi metta su una mensola e mostri ai suoi amici, tutte le venature con cui il vento e l'acqua hanno corrotto la mia pelle.
E poi che mi avvicini all'orecchio per capire che è grazie a questo miracolo di tempo passato a vivere, che posso fargli sentire il rumore del mare.

4 commenti:
E il nostro tenace aggrapparci a qualsiasi appiglio - a qualsiasi speranza pur di non lasciarlo morire - sembravano dirlo quei tuoi occhi dal colore del mare... (Sully)
Il Sully di tanto tempo fa ancora m'emoziona - come ora mi fanno emozionare le tue parole.
Ma non riesco più a ritrovare - nonostante il mio ansioso affannarmi - quel Sully di allora.
Brava.
col silenzio leggo e sogno
infinite emozioni della vita
Bei versi cara!
Mi scuso per la mia protratta assenza ma non ho avuto tempo...
Ciao buon fine settimana
Avere il ricordo di se stessi e accorgersi di aver preso tanto, ma così tanto che c'invade il desiderio di donare altrettanto.
Complimenti!!
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