
In queste notti di sonno così lieve e sottile, un ululato mi gela l'ultimo sogno, facendomi aprire gli occhi di scatto. Sembra una sirena lontana, invece è il pastore tedesco della vicina di casa. Il display del telefono dichiara le tre del mattino ed un altro latrato scuote il palazzo. Busso piano sul muro, risponde un altro suono sordo attraverso la parete. Indosso un maglione sopra il pigiama e vado da lei. Io ed il suo cane abbiamo un rapporto speciale, siamo due lupe bastarde che ululano di dolore, sorelle gemelle in un rincorrersi di periodi di lutto. E' stata operata di tumore ed il dolore per la ferita si dev'essere fatto insopportabile. Mi siedo sul materasso di fortuna preparato sul pavimento, mentre la mia amica prepara la puntura di morfina. L'acqua per il te bolle sul fuoco, ci vuole qualcosa di caldo, per la mia anima che è fredda e per il mio cuore, che è morto.
La lupa mi ulula piano in grembo.
"Forza tesoro, ora prendiamo la medicina ed il dolore passa, tutto passa adesso, vedrai. "
Le parlo come a un bambino, con la tenerezza che riserviamo alle persone che amiamo quando dormono. La ninno con canzoni vecchie e nenie senza senso. Arriva la puntura e con essa spero il sollievo. Il cane cerca la posizione che le dia più sollievo e me lo trovo tutto in grembo, con la testa sulle ginocchia. Avverto il suo respiro che rallenta ed i muscoli distendersi sotto le mie mani. Ogni tanto un fremito, nel riposo profondo degli analgesici. Appoggio la schiena al muro, la vicina mi passa un cuscino dietro la testa, non ho il coraggio di muovermi. Abbassiamo la luce e sorseggiamo il te allo zenzero in silenzio.
"Come stai?" mi chiede lei. " Di merda" rispondo io " E non posso fare neanche le punture di morfina."
Si alza, io sono boccata. Torna con una coperta scozzese e ci copre entrambe. La sento che si versa altro tè in cucina, sento il rumore dell'accendino. Le sigarette l'aiuteranno ad abbreviare questa lunga notte.
Finirà mai questo inverno?

4 commenti:
Una intensa commedia di Eduardo De Filippo finiva con una frase, che a Napoli diventò l'espressione da usare nei momenti di dolore più profondo.
"Adda passà a' nuttata."
Già. Deve passare.
Deve passare.
Che sia il dolore fisico, sia l'anima scomoda che si lamenta, sia tutto ciò che ci strappa dall'abbraccio di morfeo.. sia quel che sia, adda passà a' nuttata.
Rò
La mia notatta è passata.
E la vostra?
è passata è passata... la vita vince sempre!
sono stato forse troppo in silenzio
adesso desidero dirtelo
Gtazie. perchè racconti la vita con la delcezza delle cose semplici sincere e vere..
Posta un commento