13 ottobre 2008

Niente da capire





Ieri era una giornata stupenda, il cielo turchino e l'aria non troppo fredda mi hanno sospinto determinati a lasciare la macchina a più di un chilometro di distanza dal posto in cui ero diretta.

Certo, potrei dire che ci fosse anche lo zampino del semaforo zona ZTL, ma il romanticismo di ieri me lo avrebbe impedito. Ho camminato ticchettando sul lungo Tevere un po' intirizzita, intabarrata nel mio cappotto meditando sotto il riflesso dorato del fiume. Erano mesi che non attraversavo uno dei ponti della città e mi sono resa conto che mi erano mancati. Nell'ultimo periodo, la depressione che mi ha colto è stata devastante, questo senso di vuoto, di nullità spettrale, il guardarsi allo specchio e non vedersi, o riflettersi senza riconoscersi, invece ieri sul fiume è stato diverso. Lo guardavo scorrere sotto di me e sembrava che insieme ai tronchi, la corrente si portasse tutto dietro, e quella luce, appena rosata che appartiene solo all'inverno cominciasse scongelare i germogli dei platani, racchiusi sui rami come piccoli denti nelle gengive dei neonati. Il mio cuore per un attimo ha battuto più forte e chiamandomi mi sussurrava : " oh! Bella de' casa! ( il mio è un cuore romano ) Sei viva! Come questo cielo, questi gabbiani, e come la corrente di questo fiume che non si ferma mai, qualsiasi cosa accada." . E per un istante ho sentito che la vita ti trascina più del tuo desiderio di non viverla e mi sono arresa, facendomi trasportare alla deriva fra il fiume ed il cielo

2 commenti:

Ishtar ha detto...

Più ti leggo più mi convinco che saremo una bella combricola io e te, ci sarebbe da ridere, e da parlare di tante cose...
La vita ci sorprende e dato che Roma non è una meta impossibile...quando potrò risalire ti faccio sapere!
Ciao cara, fatti trasportare...:)

UIFPW08 ha detto...

devo complimentarmi per il blog per i testi unici e per le "foto"
complimenti davvero, posso avere il piacere di aggiungere il tuo link tra i miei preferiti?
Grazie.