
Mi siedo all’improvviso, come colpita da un pensiero che galleggia, una piuma leggera, una foglia d’autunno, l’occhio la segue in caccia come un rapace, e dietro corre il cuore e poi con lui l’inchiostro denso delle mie emozioni rinchiuso in una penna. So già dove conduce quel pensiero, quella via segreta e scarna, e vado a scavarla, che da roccia sorga acqua e che da terra nasca erba , da far si che l’andare mi permetta poi il ritorno, e sulla quella porta schiusa che mi trascina a se, le trame s’intrecciano alle mie dita come un tombolo. Dolori, passioni, giochi o deliri, quasi nulla è del Mio, a volte vedo il Suo, o volte il Tuo, la Strega si, lo sa per certo, ma io mi limito a varcare la soglia del mistero come il profano fa in un tempio, ed in silenzio ne descrivo le ombre che lo sfumano e quella luce “storta” che a volta lo attraversa. E tu che passando di qua leggi un po’ di te, perdonami, è solo la tua Storia, che bussando alla mia porta ha chiesto: Dai tu che puoi, Raccontami.

4 commenti:
Raccontami, affinchè io possa ancora vivere ad onta degli eventi.
Che dolcezza che sei stata, stanotte
Recitando sul palco, scrivendo e filosofeggiango, talvolta racconto gli altri.
Come quando in metrò, a Milano, guado gli altri e ne carpisco le storie, gli umori, le passioni proibite perfino.
Racconto gli altri e me stesso.. racconto me stesso e, quindi, gli altri.
bentornato
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