
Luoghi inviolabili della memoria…
“Mmmmpppffff! Che palle sta canzone, la radio non riesce a trasmettere altro….”
“ Si, mamma lo dici sempre però poi la continui a cantare…”
…Soltanto gli orli un po’ sfocati ma così indissolubili…
“ Si, hai ragione Giò è una canzone strana, il testo mi fa venire un groppo in gola…”
“ Perché mamma? A me sembra solo una gran lagna…”
…E così troppo intensi da dirsi…
“Perché è un controsenso….Hai sentito il testo? Un’ora a dire “ Dimentica” e poi finisce con “comincia tu, che io non ci riesco…:”
“ E perché è un controsenso?”
…Dimentica quello che è stato comunque non ritornerà…
“ A volte le persone ti chiedono di smettere di amarle e tu puoi cercare di credergli, poi fanno dei gesti improvvisi, che ti fanno capire non è vero, e ti lasciano impotenti...Non è così che dovrebbe funzionare l’amore….”
“ E come allora, mamma?”
…Gli addio e i ritorni, era una storia che viveva in bilico…
“Vedi Giò, l’amore è una cosa che ci trasforma, che ci mette in gioco, quando t’innamorerai….”
“ Seeeeee!…..Io?”
…Un sentimento così forte che spesso passa il limite…
“ Certo amore, t’innamorerai, e per questa cosa che ti scoppia in gola, sarai in grado di fare cose che non hai mai fatto prima…Combatterai per lei….Magari con la katana di zia… Prometti? Voglio che tu mi prometta questo: che tu combatta sempre per le persone che ami….”
…Non vuoi lasciarlo andare perché infondo sai che non ti lascerà…
“Ma se m’innamoro, che vuol dire giocarsi tutto?”
“Beh per esempio che ne so, diventare della Lazio….”
…Dimentica il dolore forse l’amore ti ripagherà…
“ Eh no! Della Lazio mai! Mi devono puntare una pistola alla tempia, mamma!”
…Dimentica tu fallo per me che ancora non so dimenticare te…
“ Ecco bravo Giò, l’amore è come una pistola puntata alla tempia….”
“ Mamma, a te lavorare col francese non ti fa mica bene…..”
…Dimentica perché io ancora non so dimenticare… dimentica...

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E da quel punto in poi
sentimmo sotto di noi
svolgersi il sentimento,
largo e intento
ad una tutta sua meditazione,
non curante
che sopra la sua pelle si ballasse.
Le foglie coi barattoli, le casse
con i tronchi senza cuore.
E lo scandaglio calava dalle prore,
poi ritornava su
chiedendosi "Perché, perché il ritorno?".
È sempre per prova che
sulle labbra torna
la parola "amore",
per prove d'esercizio
perché si sa che poi non si sa mai
che potrebbe tornare utile.
Tornare, per raccontare
il furore e il gelo
delle notti aurore.
Bianca e assai provata,
scampata per un pelo per poter ritornare,
come dalle crociate, a un futile
sopravvissuto a tutto,
che ritorna più utile che vivo,
quindi innamorato ancora.
E torna, torna, lei gli ha detto torna
ed era una bambina, finalmente,
e gli diceva torna.
Abbiamo un solo limite:
l'amore che ci divide.
Come la ragione,
perché con la ragione
si sopravvive a tutto,
si distrugge il distrutto,
ricostruendo a intarsi la copia fedele
dell'innamorarsi,
e un tassello alla fine
o è dell'uno o è dell'altro.
E i sogni si allontanano
come i cavalli scossi,
caduti i sognatori;
bocconi tra le fragole, ma
più dolci e più rossi,
ridotti a dolenti spifferi.
E docili incompetenti
nella lotta incerta
tra il ridire e il fare
l'amore colloquiale.
E lei continua a dirsi:
"Si sopravvive a tutto per innamorarsi".
Amarsi è questo: escludere
d'essere i soli al mondo,
i soli ad esser soli amando,
sterminandola l'invincibile armata.
dobbiamo sempre trovare la dolcezza per capirsi in amore o dobbiamo cercare pallottole per spegnere un ricordo.. nella vita meglio perdere un minuto che perdere la vita in un minuto.
ti voglio bene...
mi sparo a salve tutti i giorni
...
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