28 dicembre 2008

Da fare male



Camminavo nel centro commerciale sotterraneo della stazione Termini ed il freddo addosso era come un velo sottile, squarciato appena dal calore dei negozi.

Lassù in superficie, i rami gelati dei platani si stagliavano nudi contro il cielo turchino.

Mi chiedevo, quando sarebbe finito quest' inverno, e proprio allora la vidi.

Camminava con la sua divisa color caffellatte, coperta da uno scialle e col suo viso sereno avvolto nel velo. Era solo una suora, una suora scalza.

I piedi spiccavano anacronistici come fiori nella neve, così nudi da fare male.

Niente di erotico, ma di eroico sicuramente si.

Nel mio cappotto pesante eppure insufficiente, guardavo stupita il suo sguardo sereno.

" Non ha freddo? " Avrei voluto chiederle.

" E perché fa questo? Quale Dio, apprezzerà mai un sacrificio del genere?"

Mentalmente la interrogavo, ma già lei passava oltre, lieve come una gazzella, sul pavimento della stazione e sui miei affanni.

Quei piedi così rosei ed incontaminati, io non li dimenticherò mai.

4 commenti:

Ishtar ha detto...

Ci sono eventi che possono sembrare banali ma che ci scuotono e suscitano in noi vari pensieri, da credente anomala non saprei rispondere nemmeno io!
Ciao cara :)

alice ha detto...

un bacio :)

Lalla_StAyAwAy ha detto...

Davvero bello,complimenti

liberoPensieRoberto ha detto...

Io credo che quando un essere umano riesce ad ascoltare se stesso, improvvisamente capisce quale strada seguire.
Siamo allo sbando in un mondo molto rumoroso, e per questo non riusciamo ad ascoltare; quella suora, forse, ha capito quali sono le sue priorità, e la cosa ci sconvolge sempre un po'.
Eclatante l'esempio di Francesco d'Assisi: ricco e vizioso, dopo l'evento traumatico di una piccola guerra civile, improvvisamente SENTE. Sente se stesso e, in dispetto a tutto il suo stesso mondo, sceglie una strada fatta di rinuncie.
Per lui era giusto così, per la piccola suora in Termini è giusto così.
Ognuno di noi ha l'unica, grandiosa, splendida libertà di ascoltarsi, e scegliere la propria strada, che agli occhi degli altri risulterà sempre e comunque "strana".
Scusate il commento chilometrico.
rò