
Lei usa la penna come un'arma impropria.
Tagliente come una lama, penetrante come un uncino, entra nella carne come un dolore sordo con un amore che non ha alcuna pietà.
Le parole rotolano giù come palline di vetro, il rumore tintinnante che incrina l'anima e gli specchi.
"Siamo come due laghi gemelli, due vasi comunicanti, distinti eppure uniti da uno scorrere di pensieri, di emozioni, di sentimenti che vanno da uno a l’altro ritornandone temprati e vivificati.
Ci siamo davvero riversati l’uno addosso all’altro, qualsiasi cosa volessimo condividere, qualsiasi cosa grondasse da noi. Sarebbe bello scoprire quel punto, a metà dei due laghi, dove il sale diventa miele, dove l’acuta nostalgia si trasforma nella gioia di un incontro, dove l’impotenza e la lontananza diventano potere ed unione.
Forse non c’è un’origine, un punto di fuga.
Forse ogni parte del nostro rapporto è una medaglia a più facce ed il sale ed il miele diventano la stessa cosa mentre la disperazione si trasforma in speranza.
Forse è la consapevolezza dei nostri limiti, che ci fa trovare mille motivi per superarli, come in un percorso iniziatico.
E’ un amore giorno per giorno quello che ti dono, fra una lacrima ed un sorriso, fra un calcio ed una carezza. Ma da qualsiasi verso tu lo veda, prego che davvero, non finisca mai."
Chi le ha dato il porto d'armi?

2 commenti:
Belle parole...ciao
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