2 novembre 2007


Balordi

Cinque balordi in macchina. I soliti cinque, come una gang americana. C'è il siculo, il biondino un po' teutonico, il pakistano ed il ragazzo per bene. Io? L'unica donna, come il solito e un po' mi sfruttano. Tocca sempre a me prendere la macchina, pagare la benzina, ma in fondo mi diverte, guardo i quattro dallo specchietto retrovisore, gli occhi lucenti, i sorrisi nuovi e loro guardano me con sempre rinnovato stupore, sono una donna eccentrica, ma sanno che possono fidarsi e si divertono a fare tutti quei discorsi stupidi che fanno gli uomini quando sono soli.

Mettiamo il CD dei Rolling Stones e cantiamo a squarciagola, mentre li scarrozzo per la città. Stasera la luna è piena, e il cielo è velato. L'autunno avanza con il suo panno umido a bagnarmi le ossa, ma in macchina a cantare si sta bene. "Street of love" ci ulula nei timpani col suo "I...,I...,I...." dopo un po' sembriamo lupi nella steppa. Rido con loro e sorrido fra me, forse perché abbiamo ottantasei anni in cinque ed io da sola ne faccio quasi quaranta. Forse perché mi diverte sentire loro, quarantotto anni in quattro, cantare queste icone del rock. Finalmente ho riportato tutti a casa. Il biondino dall'aria teutonica mi guarda adorante, non resisto, devo baciarlo: gli schiocco un bacio grasso sulla guancia paffuta. " Ti sei divertito stasera, amore?" " Da morire... Quando lo rifacciamo zia?"

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