
Io sono un ignorante in fatto di vini, come per molte altre cose del resto e mi limito a dividere i vini in due: quelli che mi piacciono e quelli che non mi piacciono, il resto è secondario.
La sera della cena sono a tavola con la mia nuova collega. Stravolta da un sacco di chilometri e da quello sgomento che provi, quando stai per svoltare un angolo sconosciuto.
"Ce lo fa assaggiare un bicchiere di Brunello?" Esclama la mia collega. La trovo simpatica, anche se non sta mai zitta un attimo ed ha quella vena un po' blasè delle persone cresciute davvero nel benessere, ma che non ne hanno mai approfittato.
Parliamo di questo lavoro, di uomini, delle solite cose di cui parlano due donne che non si conoscono insomma, ed il tempo passa sulla mia ribollita e sul suo tortino al formaggio.
Finalmente arriva il maitre sommelier che ci versa il vino da una bottiglia già aperta per altri ospiti.
Inutile evidenziare il cerimoniale, la compostezza, la sacralità dei gesti.
Se fossi blasfema parlerei di transustanziazione, ma sono forse blasfema io?
Finalmente il calice è nelle mie mani, io ed il liquido rosso cupo ci guardiamo un po' di traverso, lo annuso - non mi piace l'odore - lo bevo - e non mi piace il sapore.
Guardo l'altra commensale con fare interrogativo.
"Sa di tappo." Decreto sottovoce.
"Scherzi?" Mi fa la collega chic " E' la barrique!"
"Cos'è?" mi allarmo io.
"La botte!" risponde lei, come se parlasse ad una bambina dell'asilo.
" Non sa di botte, sa di tappo. " Mi ostino, testarda come un mulo. "Ora lo dico al maitre..."
"Non farlo, farai una figuraccia. Secondo me non sa di tappo, credimi. I vini invecchiati hanno questo sapore, lo chiamano barricato."
"Umh." Borbotto scontrosa. Riprendo il calice in mano, lo guardo, lo inclino, lo annuso. Evidentemente non sono un tipo sofisticato penso tra me. Evidentemente non mi piace il Brunello, mica mi deve piacere per forza! Non mi piace neanche il caviale e sopravvivo benissimo. Riavvicino il bicchiere al naso. Sughero umido. Bevo un sorso, sottofondo di muffa.
"Senti cara, questo vino te lo fanno pagare un milione di euro, ho diritto di chiedere spiegazioni".
Mi faccio piccola, piccola, cerco di rendere il mio sguardo umile. Vorrei dire ad alta voce: "Scusi, ci cambia il vino? Sa di tappo!". Lo vorrei dire semplicemente, ma questo posto sembra una chiesa e chiamo il maitre con un cenno impercettibile della mano.
" Mi perdoni" - si fa per dire - "Io lo so che sono ignorante in materia di vini, e so di essere sfacciata.." - falsa come Giuda - " Ma questo vino ha un sapore che non mi convince...Potrebbe aiutarmi a capire...A imparare...?" Sbatto le ciglia come Bamby ed il Maitre scende dall'alto dei cieli col sopracciglio alzato. " Perchè a me sembra proprio che sappia di tappo." Aspetto che un fulmine squarci il velo del tempio, ma siccome non succede, ci si deve limitare ad assaggiare il vino.
Aspetto paziente che lui prenda la bottiglia, versi il vino nel bicchiere, lo giri, lo annusi.
"Signora! Lei ha un naso migliore del mio, ha ragione, non è buono..." Il mio sguardo ex umile fiammeggia verso la collega . " Naturalmente non ho aperto io la bottiglia..." arranca il maitre sconfitto mentre armeggia con una bottiglia nuova.
Ora un nuovo vino scende nella mia gola, morbido e vellutato.
"Te e la barrique..." dico alla mia collega, col ghigno da lupo cattivo...
Chissà quanto me la faranno scontare...

4 commenti:
Ciao Alice
ma sai che leggendoti mi sembrava sentir parlare me, primo per l'ignoranza poi per la testardagine!
Alla prossima seratina tra donne, ciao :-)
sarebbe proprio una cosa carina :)
"intima semente baila em meu reino
ao sabor de tuas doçuras..."
Ciao e un caro saluto!
Ciao io ti saluto domani vado in vacanza, chissà magari tra il 20 e il 29 potremo incrociarci a Roma senza sapere chi siamo!
Ciao intanto da me ho lasciato alcune foto del luogo in cui vivo, nel penultimo post, buona giornata
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