
Il tempo non aveva spento l’ardore ne il guizzare rosso della brace sotto la cenere, aveva solo ammorbidito il colore ed il sapore come fanno le botti di legno pregiato quando preservano un vino prezioso. Tutti gli amanti, anche i più disperati hanno le loro abitudini, quei piccoli gesti che colmano di di terra fresca i solchi scavati da passione e distanza. La Donna amava guardarlo in quei pochi minuti di assenza che avvolgevano l’uomo dopo l’amplesso, rimaneva immobile dove si trovava riducendo al minimo anche il respiro. Lo ammirava smarrirsi in luoghi lontani dove il tempo non è linea, ma eterna costante senza passato, osservava le pupille a rincorrersi sotto le palpebre e la bocca incresparsi di mille sorrisi segreti. La inteneriva vederlo tornare, con quel modo stupito che aveva di aprire gli occhi di scatto e fissarla, e quel dono che lui le portava dal viaggio, un sogno, una parola straniera, un abbraccio confuso, un sentire sommesso e sottile, e nel tepore che li circondava entrambi la Donna si ranicchiava sul petto di lui, concedendosi per un istante il piacere raro di sentirsi indifesa. Il vino buono va goduto in silenzio.

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